Prima premessa
Situazione classica a casa: pavimenti coperti di cracia. Nessuna voglia di pulire. Rimando per giorni, con la scusa mentale che, “cazzo lavoro tutto il giorno, sono stanco ed ho sonno”. Finalmente mi sforzo. Piglio la scopa e prima passata.
Seconda premessa
Qualche giorno fa la madre della donna che amo è passata a comprare per me uno spazzolone per pavimenti e, secondo me perché si vergognava di comprare la peggiore sottomarca a basso costo che avrei comprato io — ed anche lei, — ne ha comprato uno di una delle marche più note all’interno dell’industria della pulizia domestica (evito commenti sul fatto che si chiama come le secrezioni del mio naso).
Sviluppo
Benissimo, prendo questo spazzolone ricarica confezionato con il cellofan più gradevole al tatto che ci sia e lo scarto. Piglio il mio bastone di legno da cinquanta centesimi (evito pure i commenti su quanto mi piacerebbe ancora dire mille lire): aggregato di truciolato scarto di segherie, nudo con grezza filettatura. Insomma, fatto per essere innestato come da secoli si innesta un cazzo di spazzolone per lavare dei cazzo di pavimenti luridi di una cazzo di casa trattata da tana quando sei stufo di aspettare che i gomitoli di polvere di dissolvano spontaneamente. Il mio bastone, lui si avvita.
Prendo lo spazzolone non plus ultra da cinque euro, assemblato di titanio e scampoli di raso purissimo borchiati in argento. Al primo sguardo, vengo subito colto da sconfortante presentimento. All’interno dell’innesto non vedo la filettatura femmina. Sguardo sul bastone: millenaria filettatura maschio. Sguardo sulla spazzola: nessun filetto. Dettaglio cinematografico dell’interno dell’innesto. Guardo con più attenzione. Ora osservo. La conclusione la presentivo ormai da istanti interminabili: lo schifo di spazzolone è dotato di innesto specifico (coperto presumibilmente da brevetto alla faccia della libertà di utilizzo) che gli permette di essere montato solo su bastoni coperti da analogo brevetto, fabbricati e venduti a caro prezzo con un marchio che si chiama come chiamano le mie caccole (suggerimento a parte per i responsabili del marchio: perché non ribattezzare i vostri spazzoloni “Tarzanello“?).
Conclusioni
Rifletto sugli impatti personali e domestici della globalizzazione e della politica del marchio:
1) Non sono ancora andato a fare la spesa.
2) Quando andrò, non comprerò il bastone strafigo.
3) Quando andrò, comprerò uno spazzolone da due soldi, di quelli che si sfibrano lasciandoti i brandelli sul pavimento bagnato. Proprio come quello che avevo prima.
4) Lo spazzolone non plus ultra marcirà coperto di polvere nello sgabuzzino. In alternativa, servirà ad accendere la brace alla prossima grigliata fuori porta.
6) Casa mia, è ancora sporca.
ero sicuro che avresti apprezzato! comunque noto che in questi giorni la tua violenza non ha inibizioni… ottima cosa!
PS: pensa allo spema che cola da certe labbra mischiandosi alla schiuma di cappuccino rinsecchita: ciò che si chiama variegato al cioccolato. RABBRIVIDISCI.
e che poi vengono a suonarmi per raccontarmi inutili e banali storie lacrimevoli su pompe sotto la doccia ad improponibili e discutibili “macchine del sesso” e geni dell’informatica e “lui dice, lui sa tutto”. e mi propongono cose assurde tipo andare a spiare alle sette del mattino l’entrata al lavoro di gente che non vorrei vedere neppure alle dieci di sera al buio e ubriaca…
assolutamente GENIALE!!!
cmq il bastone lo potresti usare come arma (im)propria contro le vicine moleste che guardano le tue sacre nudità dalla finestra…