Là fuori tutto corre forsennatamente. Qui dentro io sono immobile con la mia immobilità. D’altra parte, non so dove andare, e comunque non ho interesse ad andarci, qualunque sia il luogo.
Domani ricomincerò a correre scandito da tempi non miei. Per il vantaggio altrui. Comunicazione forzata. Collaborazione coatta.
Com’è che non ne ho nessuna voglia?
Non vedo l’ora di sfoggiare il mio sorrisetto sferzante ognuna delle centocinquanta volte che mi sentirò porre la domanda di rito "dove sei stato per le feste?". Chiuso in casa, a lasciar scorrere il tempo. Sorriso ironico ed altezzoso. Non ho bisogno di muovermi all’impazzata in cerca di svago o cos’altro. Tutto ciò di cui ho bisogno, in questo momento, è tra ‘ste quattro mura fatiscenti coperte di poster e manifesti. Ghigno.