La teoria delle alte energie

L’osservazione di un fenomeno ne modifica il corso.

Moltissimi sentono citare questa conclusione scientifica dimostrata; credo che pochissimi ne conoscano significato e connotazione teorica e pratica. Però questa assunzione accompagna in modo apparentemente pragmatico molte discipline che con la fisica teoretica nulla c’entrano. Una di queste è l’etologia, che sforna ore e ore di documentaristica in cui qualsiasi tipo di preda soccombe alle efficienti armi evoluzionistiche dei predatori.
Andando ad indagare si scopre, in realtà, che di osservatore quanto più possibile neutrale rispetto al fenomeno non c’è nulla. Non c’è tempo di aspettare un agguato casuale, non è produttivo. Si dà quindi agevolmente in pasto al ghepardo di turno una gazzella precedentemente catturata.
Come nella disintegrazione particellare, in realtà di energia se n’è introdotta parecchia.
Fatto questo poco esaustivo preambolo quantistico-animal-ideologico, stasera mi si è aperto il cuore: cenando ho acceso tanto per fare il televisore; altrettanto casualmente mi sono ritrovato sintonizzato su SuperQuark, che trasmetteva un documentario eto-ecologico sulle tartarughe verdi e la loro minaccia d’estinzione. Gli operatori, evidentemente mossi da lodevole passione per gli abitanti di questa palla di sterco e non dalla banale voglia di cronaca dei fenomeni naturalistici, stavano appostati su una spiaggia in cui stavano per schiudersi delle uova. Tutto come da prassi: non appena le tartarughine iniziano a sbucare dalla sabbia, stormi di uccelli si vanno formando con l’acquolina in bocca. Mi aspettavo la cruda cronaca di un banchetto, come solitamente avviene. Ma uno degli operatori non ci sta: dicendo qualcosa che parafrasato recita "Non me ne fotte un cazzo di come dovrebbero andare asetticamente le cose" raccoglie quante più creaturine può e le porta in mare. E, ovviamente, la loro vicinanza al luogo della schiusa dissuadeva i volatili dallo scendere a servirsi.
Certo, può darsi che due secondi dopo al posto degli uccelli le tartarughine abbiano rifocillato qualche pesce. La conservazione delle specie funziona solo se si applicano dei grandi numeri. Ma non è questo il punto. Il punto è che è stata fatta una scelta. Perché in fondo credo che anche la materia più infinitesimale scelga. Anche se siamo ancora intrisi del retaggio illuministico del determinismo a tutti i costi, in cui tutto è causale e consequenziale.

Se un osservatore modifica un fenomeno è perché:
– il fenomeno è di per se stesso modificabile;
– il fenomeno deve essere modificato.

Perché le scelte possono sconfiggere l’entropia intrinseca dell’universo.

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