Ci son periodi storti; ci son periodi più storti del solito; ci son giorni che sono il tripudio della paranoia… Che ieri faccia parte dell’ultimo gruppo?
Dopo essermi svegliato tutto rotto — Lilith mi fa dormire sempre storto con lei addosso — e con l’attività sinaptica di un mappamondo, mi son reso conto che oggi sarebbe stato il primo Sabato da mesi che avrei potuto passare a vegetare. In automatico decido di cogliere la palla al balzo e di lasciare il frigo vuoto per un’altra settimana, tanto la prossima sarò in giro per il mondo per conto terzi: fanculo il supermercato con gente, altra gente. Tanta, troppa gente con i suoi insopportabili frugoletti che vorresti schiacciare sotto il carrello anziché bloccarlo di colpo per non investirli — carrello ovviamente con una sola ruota funzionante — perché la loro psicomotricità non ha fatto loro ancora render conto che l’ambiente è popolato anche da altri.
Perfetto, preparo il caffè e fumo la prima sigaretta, per scandire il primo rintocco di giornata. Come farei senza alcaloidi…
Perfetto… perderò informaticamente del tempo finché e. non si sveglierà… dal grugnire causato dal mio "Buongiorno" capisco immediatamente che sta messa peggio di me.
Squilla il cellulare, mi infastidisce come ogniqualvolta lo faccia: è g., quindi ci son due possibilità: gli serve qualche dritta o vuol invitarmi a qualche “evento”. Ovviamente la seconda mi terrorizza. Non ho voglia di fare un cazzo. Non rispondo, ho bisogno di qualche ora per capire se richiamarlo o far passar la cosa in cavalleria.
Le ore passano, e. si è svegliata e abbiam confermato quanto due cervelli possano ridursi all’inattività più completa.
Jusq’ici tous va bien, jusq’ici tous va bien…
Ma adesso scatta l’autorete. Decido di richiamarlo. Cazzo cazzo cazzo, è la seconda ipotesi a dimostrarsi. “Pensa in fretta, pensa in fretta!”. Fanculo a me ed al fatto che mi avrebbe fatto piacere vederlo dopo così tanto tempo che mi son dato alla macchia. Mi ritrovo in una pizzeria del centro; pace per lui e per la sua amica che mi ha fatto piacere vedere, ma mi ritrovo circondato da un’altra decina di persone che mi sono indifferenti o che addirittura mi infastidiscono. Ovviamente siamo seduti alle parti opposte della tavola e, ancora più ovviamente, non ho vicino le persone che mi causano indifferenza. Va bene, tanto la serata è al termine visto l’atteggiamento pensionistico dei più e la scusa di dover prendere e. al lavoro.
Salgo in macchina con il sollievo di chi è riuscito a liberarsi di un’incudine appesa allo scroto. Radio a palla e via in anticipo verso lei. Parto; se non il cervello ed il corpo, almeno la macchina sembra esistere.
Ad un tratto scatta la genialata, altrui. Freno di colpo ma grazie ai dispositivi “di sicurezza”, la macchina non inchioda. Non è da chiederselo, ovviamente lo sfregio è solo sulla mia macchina. Dall’altra scendono quattro ragazzetti.
“Vi siete fatti male?”.
“No. Chi ha ragione?”.
Fanculo, non ricambiare la domanda… “Beh, io passavo con il verde.”.
“Ci aggiustiamo tra noi?”.
“Compiliamo il CID, poi se volete ci possiamo aggiustare…”.
Almeno questo contrattempo viene gestito civilmente. Pensieri in testa, non saresti stato lì se non fossi andato prima a prenderla, non saresti andato prima a prenderla se non fossi uscito per vedere la gente… Compiliamo la cosa, chiamo il ristorante per avvertire e. che passo un po’ in ritardo; cade la linea. Quindi devo pagare due telefonate anziché una… mantieni la calma.
“Scusa, che strada dobbiamo fare per andare alla Gare?” — discoteca…
“Dovevate proseguire dritto, anziché girarmi addosso…”
Pensieri in testa, non ti sarebbero venuti addosso se avessero saputo la strada…
Compiti per le vacanze: fai valutare il danno prima di imbarcarti sull’aereo, telefonare; se non disposto a pagare, apri le pratiche assicurative prima di imbarcarti sull’aereo… argh che voglia… che sbatti.
Eh sì, avrei proprio dovuto passare la sera a vegetare a casa…