Non gliene frega un cazzo a nessuno. Mai gliene fregerà.
Sono uno di quelli che troverebbero dopo settimane. Perché la puzza infastidirebbe.
Infastidisco. Me stesso.

Passano i giorni. Inesorabili e sfuggenti. Senza che me ne accorga. Senza che succeda un fottuto cazzo, Niente.
E va bene, ho perfino perso coscienza di me stesso. Non mi noto nemmeno pure io. E son d’accordo con voi. Mi ritrovo fastidioso.

Vedo tutto ingiallito, come vivessi ricordi fin da subito. E se mi guardo indietro non mi viene in mente niente. Mia nonna a novant’anni si ricorda episodi che atterriscono, per la visceralità con cui li racconta. Anche se la maggior parte son cose banali.
Io? Episodi anche al di là della comune sopportazione. Ma alla fine? Sono troppo distaccato. Ansioso ed atarassico allo stesso tempo…
Mentre scrivo alcune cose mi tornano alla mente, ma uno sforzo devo comunque farlo.

E probabilmente una cosa ce l’ho dentro, e sempre ci risterà. Il tuo sorriso. Quello vero. Che ti veniva dall’anima. Con tanto d’occhi grandi. Accecanti da quanta luce avessi dentro. Quando riuscivo a strappartelo, e vederti nuda.
Senza tutte le stronzate che ti mandano in pappa il cervello.

Ora neanche una parola. Neanche lui. Che voglio. Che mi vuole.

Spaccarsi la schiena tutto il fottuto giorno. Con il quotidiano traguardo di trovarvi la sera, e quella dopo, e quella dopo ancora… ora sì che mi sembra una grande aspettativa dalla vita. A me, che vorrei andarmene dopo aver lasciato un segno in questo cazzo di mondo. Sono un fottuto idiota.
Che non è abbastanza cinico da sopravvivere.

Non me ne frega un cazzo. Mi infastidisco.
Mi troverebbero dopo settimane. E mi infastidirebbero.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *