Mi sento addosso l’inopportunità che mi attribuite. Costante paura di sentirvi dire ciò che penso. Fanculo voi e la vostra cultura dell’inibizione, dei sogni modesti, dei pareri condivisi.
Le vostre carezze timorose, per tenere mansueta la belva, mi mettono il prurito addosso.
Vomito al pensiero del fascino che provate, ma che non manifestate, per la mia cinica sincerità. Cosa penserebbero gli altri se ne avessi a che fare più di quanto si convenga ad un conoscente. So che siete, solitamente, parecchio d’accordo con ciò che dico… anche se esprimete il contrario, in perfetto accordo con le "leggi del cortile" di H. J. Simpson.
Ogni giorno mi fate sentire diverso, lo strano, quello da tenere lontano. Ed in fondo, i cinici siete voi.